Max Cooper

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Alessandro Ravizza

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Max Cooper

BIO

Max Cooper, nordirlandese con base a Londra, è un classe 1980 che è arrivato tardi al debutto discografico. 
Certamente uno dei personaggi più interessanti in circolazione, abile a fuggire le definizioni di genere e le scatole in cui spesso, erroneamente, inseriamo la musica. 
Pochi mesi fa ha pubblicato un nuovo album ‘Emergence’, un ambizioso progetto audio-visivo che ha dato luce come release di debutto la sua nuova label Mesh (con un’anteprima live al prestigioso Mutek festival in Giappone). 
Max ha mischiato il suo talento e la sua ispirazione musicale con gli studi scientifici, la matematica, la biologia (ha ottenuto un dottorato di ricerca nel 2008 come biologo computazionale e ha lavorato come scienziato genetista prima di dedicarsi totalmente alla musica).  In un'intervista racconta di aver sempre amato le arti visive e spesso ha sperimentato con visual e video artist, cercando il modo giusto di presentare il suo interesse scientfico in questo formato. Da sempre è interessato e attratto dalle performance interattive di audio e video e dagli esperimenti di surround.  Alla fine ha deciso che aveva bisogno di creare un live show con queste idee, e il concetto di emergenza gli è parso la scelta giusta per mettere insieme tutti questi lavori in una singola narrazione. Più esplorava il concetto, più idee continuavano a venirgli, così ha pensato che doveva scrivere un album su cui “vestire” il live show visivo, in modo che tutto il progetto potesse diventare uno spettacolo video-audio che comprendesse tutto questo blocco di idee nel miglior modo possibile.
Così come esiste il progetto audio-video-tour-abum relativo a ‘Emergence’, Cooper sta lavorando su diversi altri progetti che coinvolgono scienziati, architetti, artisti e in generale persone che lavorano al di fuori della musica. Ad esempio, recentemente ha realizzato il progetto “Aether” insieme all’Architecture Social Club.
Proprio grazie a questo suo interesse interdisciplinare ha deciso di dare vita a un’etichetta che sia focalizzata sulla combinazione di più arti, da cui il nome Mesh.
La sua intenzione è quella di abbattere la barriera tra live e dj set. I suoi “dj” set sono in realtà un’interazione tra stems delle sue tracce e di pezzi altrui, in cui mischia gli elementi con i software e cerca di ottenere qualcosa che sia ogni volta unico e speciale, che sia il più possibile adeguato alla situazione in cui si trova. 
I suoi “live” sono diventati visual show dove controlla sia la musica che i visual, oppure surround show in cui controlla gli elementi spaziali insieme alla musica. Con i software e il computer riesce a suonare delle percussioni e altri controller.       

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