Jamie Woon

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Alessandro Ravizza

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Jamie Woon

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Jamie Woon ha collaborato con Burial, Portico e Disclosure, un mix di R&B, soul e jazz; per la prima volta, il cantante inglese arriva in Italia con un nuovo album per un live unico ed emozionante   «Una voce unica, spettacolare » Pitchfork  «Live precisi e raffinati» The Guardian    Making Time, il secondo album dell’artista, è uscito lo scorso 6 novembre via PMR Records. Ci sono voluti 4 anni di lavoro per produrre il seguito di Mirrowriting, l’album di debutto. L’attesa però è stata ripagata: Making Time è un disco unico, un disco moderno dal gusto soul. Dieci splendide canzoni con sfumature che ricordano Marvin Gaye, Lewis Taylor, D’Angelo e i Massive Attack. Tracce, che in versione live, svelano sempre qualcosa di nuovo. Jamie Woon classe 1983, cresce nella periferia di Londra, a New Malden. A 15 anni inizia a suonare e a comporre canzoni, lasciandosi influenzare, prima, dal Britpop, poi dalla musica soul che rimane uno dei suoi tratti distintivi. Frequenta la Brit School e nel 2007 pubblica il suo primo singolo Wayfaring Stranger. Fu proprio il remix di questo singolo a metterlo in contatto con Burial; il producer inglese, infatti, decide di collaborare con Jamie Woon al suo album di debutto: Mirrorwriting. Nel 2014, i Disclosure chiedono a Jamie di lavorare con loro, dalla loro collaborazione nasce January, canzone contenuta in Settle.    Il suo ultimo lavoro Making Time riflette l’evoluzione artistica di Jamie Woon. Crescita personale, nuove connessioni e un sound fresco. Il risultato è arte pura: nessun compromesso, qualcosa che non passa certo inosservato. 

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